Il 24 settembre verrà pubblicato il bando di concorso (l’ultimo risale al 1999), per l’assunzione di circa 11.892 nuovi docenti nelle scuole statali di ogni ordine e grado.

Come previsto dal recente decreto altrettanti posti saranno messi a disposizione dal Miur attingendo dalle attuali graduatorie.

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Visto l’elevato numero di potenziali candidati, la procedura di concorso avverrà secondo modalità innovative per favorire l’ingresso nella scuola di insegnanti giovani, capaci e meritevoli con un buon curriculum vitae.


A fine ottobre, spiegano dal Ministero dell’Istruzione (Miur), ci sarà una prova selettiva (batteria di test uguale per tutte le classi di concorso), visto il (prevedibile) elevato numero di potenziali candidati.

A gennaio sarà svolto il test scritto (che conterrà anche una prova strutturata di verifica delle competenze disciplinari), in modo tale da avere i tempi per svolgere l’orale (che vedrà l’inserimento della simulazione di una lezione, per verificare l’abilità didattica) e pubblicare le graduatorie in tempo utile per le immissioni in ruolo al 1° settembre 2013.


A questo primo bando seguirà una seconda selezione (presumibilmente entro maggio 2013), che sarà disciplinata da nuove regole di reclutamento in fase di preparazione (attualmente, i posti vacanti devono essere coperti al 50% dai concorsi e al 50% attingendo dalle graduatorie). Questo significherà, quindi, che sempre a settembre 2013, oltre ai 12mila docenti che verranno assunti con il nuovo concorso, saranno messi a disposizione ulteriori 12mila posti che saranno coperti attingendo dalle graduatorie a esaurimento (dove oggi sono parcheggiati circa 200mila precari).

Entro quest’anno, poi, saranno assegnati agli atenei altri 15 milioni di euro (ma la spesa annua a regime sarà di 90 milioni) che consentirà alle università, appunto, di assumere tra i 2.500 e i 3mila docenti.

Soddisfazione è stata espressa dal sottosegretario Elena Ugolini:

Le nuove norme riprendono le migliori esperienze internazionali. Puntando su un’idea di fondo: che è quella, per le scuole, di avere un punto di riferimento esterno con cui paragonarsi.

La bozza di provvedimento è sta invece bocciata da Domenico Pantaleo (Flc-Cgil), che ha annunciato per la ripresa dell’attività scolastica una campagna a tappeto per modificare il testo.