Il tir con le immagini di Castelvetrano sulla fiancata si era già visto. La fiancata di una macchina con “l’immagine” del tir, ancora no.
E’ successo la sera di lunedì 14 ottobre, nella centralissima piazza Matteotti, dove un grosso mezzo pesante, simile a quello della foto, ha urtato la fiancata anteriore di una macchina posteggiata, una Jaguar scura con interni in pelle chiara, durante una manovra.
Cos’hanno in comune Angelino Alfano e Ignazio Cutrò?
Il primo è molto conosciuto (per vari motivi), l’altro un po’ meno. Sono entrambi siciliani, Alfano è nato ad Agrigento, Cutrò è nato a Bivona, un paesino di nemmeno 4000 abitanti, ad una sessantina di chilometri di distanza.
Ma chi è Ignazio Cutrò?
Con l’estate trascorsa ormai da tempo, in molti si sono chiesti come siano andati gli affari per gli alberghi di Selinunte.
Il Sindaco Pompeo, aveva mostrato la sua soddisfazione, presentando uno strepitoso boom da tutto esaurito: “Posso assicurare che a fine settembre gli alberghi di Selinunte non hanno posto, non ci sono posti letto”.
Un dato presentato come “incontrovertibile” ad un consiglio comunale di qualche settimana fa, che ha lasciato tutti a bocca aperta. Soprattutto il consigliere Carlo Cascio (Pd), figlio di uno dei proprietari del Grand Hotel Selinunte
Un sistema mafioso, o meglio da gestapo-mafia, sarebbe stato attuato dall’amministrazione comunale della città, nei suoi fallimentari 10 anni di malgoverno.
A dirlo è Filippo Sciacca di “Castelvetrano Indignata”, che in un comunicato denuncia “Tutti gli incarichi possibili allo stesso architetto, tutte le statue allo stesso artista, tutte le attività teatrali affidate allo stesso regista, la gestione del Carnevale affidata sempre alla stessa associazione”
Adesso sì. Adesso ci sono le basi per poter combattere la mafia anche fuori dai confini italiani.
È quello che si è ottenuto lo scorso 25 ottobre al Parlamento di Strasburgo, dove è stata approvata a stragrande maggioranza bipartisan una risoluzione per il contrasto delle organizzazioni mafiose su scala europea.
Grazie alla tenacia di Sonia Alfano, deputata europea dell’Italia dei Valori, la mafia non è più soltanto un problema italiano.
A spostarsi è un intero mondo, con le sue regole e le sue categorie. Ci sono gli aspiranti al “posto” da consigliere; ci sono i trombati delle elezioni precedenti; i futuri assessori e i nuovi dirigenti; le aziende che lavorano con gli appalti pubblici e le associazioni in attesa di nuovi contributi; i precari in attesa di stabilizzazione e i vecchietti che aspettano il nuovo bagno vicino al campo di bocce; gli abusivi di Triscina per salvare le case dalle demolizioni e i marinai di Selinunte per salvare il porto dalle alghe. Senza contare quelli che già si buttano in curiose ricerche di mercato per capire a quanto potranno vendere il proprio voto.








