La star di Hollywood, George Clooney, è stata arrestata a Washington nel corso di una protesta davanti all’ambasciata sudanese.

L’attore stava partecipando ad una protesta contro il presidente sudanese, Omar al-Bashir, accusato di provocare una crisi umanitaria al confine con il Sud Sudan bloccando il cibo e gli aiuti destinati alla popolazione colpita dal conflitto in corso nella regione.

Clooney è reduce da un viaggio nell’area, e negli ultimi giorni a Washington ha fatto un rapporto sulla situazione prima davanti la commissione affari del Congresso poi al presidente americano Barack Obama (che lo ha ricevuto alla Casa Bianca) e al segretario di Stato, Hillary Clinton.

La denuncia della star hollywoodiana è chiara: se nessuna azione sarà intrapresa nei prossimi tre mesi al confine tra Sudan e Sud Sudan si rischia “un vero e proprio disastro umanitario”. Al momento dell’arresto Clooney stava protestando insieme ad un gruppo di persone tra cui suo padre Nick. L’attore é stato fermato con altri parlamentari.


Chi è Omar al-Bashir?

ʿOmar Hasan Ahmad al-Bashīr è l’attuale Presidente del Sudan e il capo del Partito del Congresso Nazionale. È giunto al potere nel 1989, quando, come colonnello dell’esercito sudanese, ha guidato un gruppo di ufficiali in un incruento colpo di stato militare che ha rimosso il governo del Primo Ministro Sadiq al-Mahdi.

Nel mese di ottobre 2004, il governo di al-Bashīr ha negoziato la fine alla Seconda Guerra Civile Sudanese, una delle più lunghe e cruente guerre del XX secolo, con la concessione di una limitata autonomia al Sudan Meridionale. Da allora, tuttavia, è stato ampiamente criticato per il ruolo svolto nel conflitto del Darfur, dove il genocidio attuato nei confronti della popolazione non afro-araba ha portato alla morte di un numero imprecisato di persone (probabilmente tra le 200.000 e le 400.000).

Il suo governo ha portato a violenti scontri tra le milizie Janjaweed e gruppi di ribelli, come il Fronte di Liberazione Popolare del Sudan, l’Esercito Sudanese di Liberazione Popolare e il Movimento Giustizia e Uguaglianza, sotto forma di guerriglia nella regione del Darfur. La guerra civile ha provocato più di 2,5 milioni di profughi, nonché una crisi nelle relazioni diplomatiche tra lo stesso Sudan e il Ciad.