Il faccendiere sardo, Flavio Carboni, è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri del Ros e condotto a Regina Coeli, su ordine della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti dell’eolico in Sardegna. Il difensore di Carboni, Renato Borzone, ha annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del riesame. Nell’ambito della medesima inchiesta è stato arrestato, sempre questa mattina, anche il geometra Pasquale Lombardi, applicato come giudice in alcune commissioni tributarie.

Una condanna definitiva a 8 anni e 6 mesi per la vicenda del fallimento del Banco Ambrosiano, e una serie di assoluzioni: dall’accusa di concorso nell’ omicidio di Roberto Calvi dopo che il pm aveva chiesto la condanna all’ergastolo; dall’accusa di essere stato il mandante del tentativo di omicidio di Roberto Rosone, vice di Calvi all’ Ambrosiano, dall’accusa di falso e truffa ai danni del Banco di Napoli, dall’accusa della ricettazione della borsa di Calvi.


Queste sono solo alcune delle vicende che hanno visto coinvolto il discusso faccendiere sardo Flavio Carboni, arrestato oggi per l’ ennesima volta nell’ambito dell’inchiesta sull’eolico in Sardegna. Dal suo primo arresto, avvenuto in Svizzera nell’ estate del 1982, la vita di Carboni è stato un continuo andirivieni tra aule di tribunale e arresti, quasi sempre annullati rapidamente. L’ improvviso successo economico di Carboni comincia negli anni ’70 con una serie di società immobiliari e finanziarie.

Carboni si muove anche nel mondo dell’ editoria. Diventa proprietario del 35% del pacchetto azionario della «Nuova Sardegna» ed editore di «Tuttoquotidiano», per il fallimento del quale era stato condannato in primo grado e assolto in appello per vizio di forma. Le risultanze giudiziarie hanno evidenziato – secondo i pm – lo stretto legame di Carboni con esponenti della banda della Magliana e della mafia. Legato soprattutto alla storia del Banco Ambrosiano e della morte di Calvi, per la quale, oltre alla recente assoluzione dall’accusa di concorso in omicidio, era stato già chiamato in causa per la falsificazione del passaporto e l’ espatrio clandestino del banchiere e per concorso in esportazione di capitali, il nome di Carboni emerge anche in altre vicende. Durante il sequestro Moro, per esempio, Carboni avvicinò esponenti Dc offrendosi di sollecitare l’ intervento della mafia per la sua liberazione. Qualche giorno dopo Carboni riferì però che la mafia non voleva aiutare Moro perchè troppo legato ai comunisti. Carboni ha avuto rapporti anche con Francesco Pazienza, con Licio Gelli e con l’ ex gran maestro della Massoneria Armando Corona.

Il nome di Carboni compare anche nel falso dossier di Demarcus pubblicato sull’ Avanti, (per il quale recentemente è stato indagato anche Cesare Previti) che sosteneva un legame tra Stefania Ariosto e i servizi segreti. Il dossier parlava anche di un incontro tra la Ariosto e Carboni. Infine, il nome di Flavio Carboni entra anche nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi: è stato ascoltato in Procura a Roma, come testimone, il 4 febbraio scorso. Secondo quanto si è appreso, i magistrati gli hanno chiesto se fosse a conoscenza di particolari sulla vicenda, soprattutto alla luce dei rapporti che Carboni ha avuto con esponenti del Vaticano e, nell’ambito della sua attività di uomo d’affari, con riferimento a soggetti legati in qualche modo alla Banda della Magliana. Rapporti con il gruppo criminale capitolino che, comunque, l’uomo d’affari ha sempre negato, affermando che si trattava di rapporti con persone di cui ignorava l’appartenenza alla banda.

(ANSA)