Il Sindaco della città di Castelvetrano, Dr. Gianni Pompeo, insieme ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il Direttore Generale Fabrizio De Nicola, il Direttore Sanitario Maria Concetta Martorana ed il Direttore Amministrativo Fabrizio Di Bella, si è recato ieri mattina per un sopralluogo, presso la sede della prima Residenza Sanitaria Assistita della provincia che sorgerà proprio a Castelvetrano.

La struttura è stata realizzata all’interno dell’ex- convento della Madonna dell’Itria che era sorto nel 1621 su volontà di donna Zenobia Gonzaga, sui ruderi di una vecchia chiesa dedicata al culto di San Vito. Per oltre duecentocinquanta anni vi operarono varie congregazioni monastiche fino a quando, ai primi del 1900, emerse la necessità di ampliare il vetusto ospedaletto che sorgeva nei pressi della chiesa di Sant’Antonio Abate.

Furono scelti proprio i locali del convento che dopo un’adeguata ristrutturazione venne adibito a presidio ospedaliero ed intitolato a Vittorio Emanuele II. Nel 1992 poi, a causa della costruzione della moderna e più funzionale sede, i locali vennero abbandonati per molti anni. Dopo un decennio partirono i lavori per trasformare la struttura in una RSA che è un luogo di accoglienza e cura di anziani con bisogni sanitari e assistenziali diversificati. Dopo vari rinvii adesso si approssima la data di apertura come ci conferma il primo cittadino: “ Siamo andati a verificare l’idoneità della struttura ed il comune ha rilasciato il certificato di agibilità che consentirà di poter aprire entro il prossimo 31 marzo, come da crono-programma stabilito dal Direttore Generale dell’Asp- continua Pompeo- siamo particolarmente contenti perchè questo intervento strutturale ha permesso il recupero di uno storico monumento cittadino, offrirà a ben 30 anziani bisognosi assistenza di qualità e sicuramente consentirà una buona ricaduta occupazionale per il territorio in un momento particolarmente difficile come quelo che stiamo attraversando”.

“La R.S.A. è una struttura extra-ospedaliera per anziani disabili, prevalentemente non autosufficienti, non assistibili a domicilio, che hanno bisogno di trattamenti continui e persistenti, finalizzata a fornire accoglienza ed erogazione di prestazioni: sanitarie, assistenziali, di recupero funzionale e sociale; essa va intesa come la struttura residenziale, della rete dei servizi territoriali, in cui deve realizzarsi il massimo della integrazione degli interventi sanitari e sociali.”