ferracane fabrizioE’ un pomeriggio di fine maggio, siamo seduti ad un bar, l’atmosfera amichevole accompagna un aperitivo preserale, lui un po’ imbarazzato, una penna proverà a raccontarlo. Fabrizio Ferracane originario castelvetranese trapiantato a Roma, è coprotagonista di uno spettacolo che è stato in teatro il 5/6 giugno “W Niatri” al Napoli Teatro Festival Italia, con lui Michele Riondino e Daniele Pilli, per la drammaturgia di Linda Dalisi.

Dopo aver calcato il palcoscenico con “Il Feudatario” e molti altri interessanti spettacoli, mette in scena uno spettacolo che trae spunto da un racconto di Melville, ma che è stato rivoluzionato e reinterpretato dai tre protagonisti che cercano di provare a vivere in una NON realtà, che vogliono avvicinarsi a dei sogni che nella loro di realtà, sono irrealizzabili, nascosti nella vita limite di ognuno di loro.

Andrea, il suo personaggio è il più anziano dei tre uomini che vivono in un cortile, la loro vita è segnata dai loro caratteri bizzarri ma comunque pieni di spirito, di voglia di evadere da un mondo che li vede racchiusi in uno scenario stranamente esistente, dal quale hanno paura ad uscire, per affrontare quella che presto si rivelerà un’occasione di rottura del loro equilibrio maledettamente fragile, ma umano. Rappresentato è un mondo di routine dal quale si vuol fuggire, ma laddove la fuga è l’unico rumore nella vita semplice di questi uomini.

Vittime inconsapevoli di una realtà diversa, dalla realtà stessa vivono tutti e tre come fossero una persona sola, condividono litigi sorrisi e aspirazioni cercando di essere migliori rispetto al “GRUPPO”; ma la solitudine inizia a far parte dei loro pensieri ed è proprio qui, che cercano disperatamente “l’alternativa”, la svolta, che hanno segretamente tenuto dentro ognuno di loro, dove tutto ciò che vivono è relativo al loro piccolo grande mondo…

Inizio a fare qualche domanda e pian piano l’atmosfera si distende:

Cosa ti avvicina al personaggio che stai interpretando?
Andrea è un uomo di istinto, lui agisce impulsivamente; ed io sono un po’ come lui nella vita, mi piace la sua voglia di cercare di migliorare il suo carattere, anche se questo è nascosto dal suo continuo conflitto con la “nonna”, forse proprio a rappresentargli il suo alte ego. E’ lunatico, è sognatore, è convinto di diventare attore, e cerca disperatamente d’imparare; come faccio io ogni giorno vivendo la mia lunaticità e i miei sogni. Impara da ” ‘A TELEVISIONI” e spesso è convinto d’avere ragione.

Lavori con altri due importanti attori di teatro, spesso in questo mestiere c’è rivalità, come ti sei trovato a lavorare con Michele e Daniele?
Li conosco da otto anni, lavoro con loro da quattro, il nostro è un lavoro che nasce da una profonda amicizia, abbiamo un rapporto di fiducia reciproca e penso che il segreto stia nel saper dirsi sempre tutto. Costruire solide basi per dei rapporti d’amicizia duraturi.

Cosa ti ha spinto ad appassionarti a questo mondo?
Ho scoperto che la scena, molto spesso, è migliore della vita stessa, stare in scena è vita, recitare, spesso, ti aiuta a vivere quando poi sai, che spesso la vita ti aiuta a recitare. E’ un mondo che ti fa crescere, ti forma, ti fa essere migliore.

Sei stato anche presente in tv, il “Capo dei capi” ti ha fatto conoscere al pubblico, ma tu cosa preferisci?
La tv e il teatro sono due movimenti espressivi diversi, ho fatto tv e ho capito, che lei ti dà il tempo di cui hai bisogno, il teatro non ha tempo, è uno spettacolo immediato, è in diretta, mentre in tv tutto è pensato.

Tu sei un siciliano, ma adesso il tuo paese, è Roma, cosa ti manca della tua isola?
Tutto e lo ribadisco, tutto, l’isola stessa, il mare, i ritmi lenti e il vivere semplice della gente, forse tornerò a viverci, voglio tornare, chi lo sa forse!

Allora sarai il benvenuto; ma cosa non vorresti ritrovare al fantomatico ritorno?
Detesto il menefreghismo di molti, alla mia arte,ma all arte in genere, la poca cura dei luoghi più belli del mio paese, il fatto che, la Sicilia forse per la presunta arretratezza non accetta ancora interamente il teatro, l’attore teatrale è un’ombra, dietro un meccanismo arcaico, il teatro è polvere, mentre la tv ti rende noto agli occhi anche dei siciliani.

Se ti offrissero un lavoro in televisione che ti porterebbe ad allontanarti dal tuo teatro per un pò, rinunceresti facilmente?
Il teatro è la passione di un’intera vita, quindi il progetto dovrebbe essere davvero interessante importante tanto da dimostrare le mie capacità.

La gavetta è sempre considerata dura e difficile, la tua è stata un trampolino di lancio, ma come hai iniziato?Il mio primo anno è stato una vera e lunga odissea, facevo parte di una agenzia ma, nonostante il teatro sembrava andare bene, non conoscere nessuno mi faceva sentire inesperto e inappropriato, non sapevo dove andare, poi feci il mio primo book e fui notato dal mio primo agente, da li’ il film “MALENA”, il mio primo vero lavoro fu, e poi una pubblicità realizzata in Romania con Alexis Sweet regista del Capo dei capi, e da lì… le mie prime soddisfazioni.

Purtroppo questo mondo spesso scende a compromessi, tu come reagisci a tale realtà?
Non riuscirei mai a vivere, sapendo di essere sceso a compromessi, è come sminuire il lavoro d’una vita, ma fortunatamente per quanto mi riguarda non ho mai avuto simili proposte.

Sei un ragazzo che s’è fatto da solo, mi sembra di capire, ma chi è Fabrizio veramente?
Adoro la semplicità, i modi diretti con la gente mi hanno permesso di riuscire a stare bene con gente semplice o gente che di semplicità non ha nulla, cerco sempre di stare bene con me stesso e solo così riesco a stare bene con chi mi sta affianco.

Tu viaggi molto, torni spesso in Sicilia, ma torni per qualcuno? Oppure quando torni lasci qualcuno ad aspettarti?
Sorrido, perché non trovo e non lascio nessuno…, il mio lavoro non è comune, la distanza logora i sentimenti, non li fa vivere nella loro quotidianità, l’amore è tutto o niente.

L’amore è al centro della vita di ognuno, nel bene o nel male, non lascia mai indifferenti, ma rinunceresti a qualcuno d’importante se ne valesse del tuo lavoro?
Questo sentimento è fatto di compromessi, se c’è va vissuto nella consapevolezza di dovere dare, ma anche ricevere se ciò significherebbe dovere condividere una vita che non è semplice, come la mia. La maturità delle scelte deve essere di entrambi, accettare e mai cercare di cambiare l’altro. Conoscere una persona ti fa capire quanto è affine a te, ma soprattutto quanta voglia c’è di condividere un amore che, se è vero butta le basi per un rapporto destinato a durare.

Cambiamo argomento, puoi scegliere: calcio o politica?
Sicuramente il calcio, esso è un gioco a differenza della politica che però spesso ti fa rendere conto di quanta gente gioca, la politica è una ferita aperta nella nostra società, ti sbatte davanti una realtà fatta di precariato, solo, che i precari sono esseri umani.

Allora destra o sinistra?
Sicuramente sinistra, ma non riesco a vedermi rappresentato in un leader corrente, se ci fosse da scegliere, sicuramente Bertinotti, ma attivamente lui non esiste più.

Dolce o salato?
Dolce

Bianco o nero?
Nero

Birra o vino?
Vino

Mare o montagna?
Mare, mare e ancora mare

Quindi passerai le tue vacanze in Sicilia?
Le mie vacanze arriveranno un po’ tardi, a luglio sono a Napoli per lavoro e poi portero’ lo spettacolo “W Niatri”, a Castelvetrano Palermo e MIlitiello val di Catania.

Tu sei diventato famoso con la tv, ne “Il capo dei capi”, la gente ti riconosce per strada?
Beh io non sono famoso e non mi interessa esserlo. Alcuni mi riconoscono a palermo mi chiamano “chiddu ra palata”, è piacevole sentire che la gente ti vive, ma non m’importa essere riconosciuto, il mestiere dell’attore è, portare una realtà allo spettatore, cercando di tirare fuori il meglio di te, forse per questo detesto i reality, il teatro o il cinema sono veri nella finzione, i reality sono la finzione del vero. Il mestiere dell’attore è un mestiere carnale, d’impeto, viscerale.

Come vedi il tuo futuro tra dieci anni?
Io non ho idea del mio futuro, cerco di vivere con maggiore qualità ogni giorno.

E’ stato bello conoscerti, parlare al tuo cuore, ad un uomo soprattutto, oltre che al bravissimo attore. Lasciaci con una frase, ciò che diresti se ti chiedessero di descrivere la tua vita.
“Essere o non essere”, il dubbio di un uomo sta nel saper o credere di sapere chi ha davanti e poi rendersi conto che tutto è completamente diverso.

Patrizia Vivona

Scene tratte dallo spettacolo “W NIATRI”