Ricorre domani, il 15 febbraio, l’anniversario della morte di Lia Calamia. Un anno dalla terribile notizia che ha scosso la nostra comunità. Aveva 62 anni e da tempo combatteva con coraggio contro un terribile male.

Le sue opere hanno fatto il giro del mondo. Grazie a lei, anche la città di Castelvetrano è stata presente presso l’Agora Gallery di New York: era infatti l’unica italiana per una mostra sull’astratto nella Grande Mela, luogo che le aveva rapito il cuore.

Dopo essersi occupata, assieme al marito Enzo Filardo, di arredamento d’interni, Lia aveva dato vita ad una bottega artigiana per produrre decorativi artistici. In quella bottega è stata anche maestra di molti giovani artisti che hanno espresso parole di grande commozione nel giorno della sua scomparsa.

Una delle figlie più illustri della città di Castelvetrano. “Una donna umile con un grande cuore che non si è mai risparmiata per portare in alto il nome della città in giro per il mondo” queste le parole dell’allora sindaco Felice Errante.

Dentro la sua bottega contavano solo i colori, i pennelli, le tele – ricorda Daria, una sua giovane allieva – Una volta ricordo che raccontò di qualcuno che le aveva detto di curarsi di più, una battuta infelice sulle sue sopracciglia, e lei ridendo rispose che non aveva intenzione di ritoccarle, “E Frida Kahlo allora?”

Frida Kahlo e Lia, due grandissime donne e due grandissime pittrici. Sono dell’idea che non fosse solo la pittura ad unirle, che ci fosse un legame più profondo, due anime affini, e mi torna in mente un vernissage a giugno e la proiezione del film sulla vita di Frida e lei che commentava “Bellissimo, non mi stancherò mai di guardarlo”. Adesso, quasi in automatico, nella mia testa le associo.

E chissà se le farebbe piacere, non ho mai avuto la possibilità di indagare, anche se parlavamo tantissimo, e un sacco di cose mi ha insegnato sull’arte e sulla pittura, così come sul modo in cui leggere un quadro. “Ora siediti e guarda. Ma non guardare con la testa,” diceva, “guarda con il cuore” e poi finiva per spiegarmi tutto, nel dettaglio, nel caso in cui ancora non fossi abbastanza pronta per poter andare oltre la superficie.