Piero D’Angelo

Sembra che l’alleanza Pompeo – Li Causi non sia ancora stata metabolizzata dalla cittadinanza, che ricorda ancora le accese divergenze tra i due in fatto di programmi, durante la scorsa campagna elettorale per le amministrative. Abbiamo fatto una chiacchierata con Piero D’Angelo, capogruppo dell’Mpa, recentemente autosospeso insieme ad altri due consiglieri proprio per reazione ad una scelta non condivisa da tutto il partito.

I cittadini si stanno chiedendo i motivi dell’apertura del sindaco all’Mpa. Il ricordo della netta contrapposizione tra Gianni Pompeo e Vito Li Causi alle scorse amministrative è ancora vivido.

I motivi di quest’apertura non sono chiari neanche a me. Le alleanze in campo amministrativo si fanno sulla base dei programmi. Il programma di Pompeo è molto diverso rispetto al nostro. Non mi pare che il sindaco abbia fatto dei passi indietro per integrare il suo programma anche con un solo punto del nostro. Questo potrebbe far pensare che i passi indietro siano stati fatti dall’Mpa, ma io, da capogruppo del partito, non ne ho saputo nulla. Io so solo che l’ingresso in giunta di un assessore in quota Mpa è stata decisa dai consiglieri ex Udeur del partito. Pensi che a darne comunicazione è stato Lello Catalanotto, non si sa in qualità di che cosa, visto che non fa più parte dell’Mpa.

Pompeo però dice di aver dialogato con i vertici provinciali e di non avere invece alcuna intenzione di confrontarsi con lei che, a suo dire, non rispetterebbe i ruoli.
I programmi su cui occorre confrontarsi riguardano la città di Castelvetrano. Gli assessori in giunta sono funzionali all’amministrazione locale ed io, facendo parte dell’Mpa di questa città, il mio ruolo l’ho rispettato. Più che con me, alla fine Pompeo dovrebbe confrontarsi col nostro programma.
A fine gennaio 2009, alla presenza dell’onorevole Culicchia, l’Mpa convenne di elaborare un elenco dettagliato delle linee guida da integrare col programma del sindaco Pompeo. Fui io a stilare quella lista che fu apprezzata sia da Culicchia che da Li Causi. Ci riunimmo nuovamente nel mese di luglio e ci fu riferita la chiusura di Pompeo sulla revisione del programma, oltre alla visibilità del gruppo in Giunta limitata ad un solo assessore. Le posizioni all’interno del partito si rivelarono allora molto contrastanti e Culicchia, in difesa della compattezza dell’Mpa, propose di rinviare qualsiasi decisione, portando il tutto all’attenzione del presidente Raffaele Lombardo.
Il nove ottobre ho sentito Culicchia e non c’era nessuna novità rispetto alla riunione di luglio. L’ho risentito il tredici ottobre, quando mi ha riferito di aver saputo della nomina della professoressa Errante Parrino solo dai quotidiani.
Attenzione quindi ad attribuire l’alleanza Pompeo – Li Causi ad una decisione concordata con il coordinatore Culicchia.

Praticamente c’è stata una parte dell’Mpa, formata dai consiglieri ex Udeur, che ha preso autonomamente una decisione senza l’appoggio né della restante parte, né dei vertici, accettando l’alleanza con Pompeo in cambio di un assessorato, senza pretendere alcuna modifica sul programma amministrativo per la città. È così?
Esattamente. Questo significa disattendere la volontà dei cittadini, attentando alla democrazia della nostra città. Il sindaco non dialoga coi partiti, ma solo con una loro parte. È una cosa che ha già fatto col Pdl e anche col suo stesso partito.
Io, insieme ai consiglieri Catalanotto e Giurintano, ci siamo autosospesi formando il Movimento Autonomo per Castelvetrano, in attesa di incontrarci con Culicchia e con il coordinatore regionale, il senatore Oliva. Sono loro i soli legittimati a parlare per conto dell’Mpa. Anche perché non bisogna dimenticare che gli altri consiglieri Chiovo, Triolo, Roberto D’angelo e Zaccone, tutti provenienti dall’Udeur di Li Causi, si sono aggregati in un momento successivo. Inoltre, viste le posizioni di forte contrasto tra Mpa e Udc sia a livello regionale che nazionale, questi accordi rappresenterebbero l’antitesi di un percorso ancora tutto da imbastire.

Se Pompeo avesse permesso l’ingresso in giunta di tre assessori in quota Mpa, come da lei richiesto, avrebbe comunque preteso dei passi indietro sul programma amministrativo?
Certamente. Guardi che il punto non è sul numero degli assessori, perché io avevo anche proposto un appoggio esterno, ma solo in cambio di una modifica del suo programma.
Invece adesso ci ritroviamo con un accordo già fatto tra Pompeo e una parte dell’Mpa. Anche se non credo che questo sia un punto d’arrivo, perchè sono sicuro che i valzer degli assessori non siano ancora finiti. Molti rappresentano una ricompensa politica per aver sostenuto il sindaco in campagna elettorale.

Questa vostra scissione dall’Mpa ha dei parallelismi a livello provinciale? Il suo nuovo gruppo locale ha come matrice l’area scissionistica “Alleati per il Sud” che ha come riferimento l’assessore Giovanni Lo Sciuto e il consigliere Enzo Chiofalo?
Ad entrambi i livelli si tratta di azioni volte a pretendere coerenza e chiarezza, evitando posizioni prevaricatrici. A livello provinciale quindi mi riconosco nelle posizioni di Lo Sciuto e di Chiofalo.
E Ruggirello? Può essere considerato un antagonista di Lo Sciuto?
Da un lato si, anche se bisognerebbe valutare le sue possibilità di essere eletto alle prossime regionali. Purtroppo la politica è fatta anche di numeri e dubito che possa farcela senza i voti di Lo Sciuto.

Come vede invece il suo futuro politico?
Non so se mi ricandiderò alle prossime amministrative. Al posto mio potrebbe anche esserci qualcun altro, l’importante è che rappresenti degnamente il gruppo condividendo idee e progetti. Le mie scelte sono state sempre condivise democraticamente da un gruppo di amici, sin dal 1992, ai tempi del Patto Segni.

Che ne pensa del Workshop di Selinunte sui progetti per la riqualificazione del territorio?
Mi auguro che possa davvero rappresentare un’occasione di sviluppo, anche se ho il sospetto che possa in realtà essere un trampolino di lancio per ambizioni personali e carriere politiche. E’ per questo che ho chiesto di avere tutte le carte sul workshop. Se invece il fine dovesse essere davvero quello dello sviluppo del territorio, non potrò che plaudire all’iniziativa.

È soddisfatto degli organi di informazione locale?
No. Le forze politiche non hanno lo stesso spazio e i giornalisti tendono ad essere condizionati dal potere.

Egidio Morici
per L’isola, quindicinale di informazione della provincia di Trapani