[di Francesca Capizzi] Triscina, le ruspe sono sempre più vicine. Il Tar di Palermo ha rigettato due ricorsi cumulativi e 4 ricorsi singoli presentati da una cinquantina di proprietari, che chiedevano la sospensione delle demolizioni di case abusive realizzate nella località balneare di Triscina.

Il Tar non ha riconosciuto l’esistenza di un valido diritto. Si tratta di immobili da tempo acquisiti al patrimonio del comune di Castelvetrano. Il Comune è stato rappresentato in giudizio davanti al Tribunale amministrativo dall’avvocato Francesco Vasile a cui il commissario ha conferito il mandato.

I ricorsi erano stati presentati circa un mese fa. Nessuna boccata d’ossigeno quindi per proprietari degli immobili che non vedranno fermarsi le ruspe. Il commissario Salvatore Caccamo si è anche costituito in giudizio dinanzi al Tar di Palermo, depositando una memoria nella quale ha chiesto conferma del suo operato ed il rigetto delle domande avanzate dai legali dei proprietari degli immobili. E cosi è stato. «Quello che sostengono i titolari dei fabbricati – aveva spiegato Caccamo – è inammissibile ed improponibile in quanto infondato». Caccamo non ha avuto mai dubbi sulla decisione del Tar e a breve le ruspe abbatteranno le case. Gli avvocati, difensori dei proprietari degli immobili abusivi, hanno fatto sapere che valuteranno a breve se percorrere ulteriori strade in appello.

Intanto, così come riportato nel sito istituzionale dell’ente, hanno raggiunto quota 85 gli avvisi di sgombero delle abitazioni abusivamente realizzate e occupate senza alcun titolo per le quali è prevista la demolizione in seguito a una condanna per reati edilizi.

Lo scorso 7 marzo era saltata l’apertura delle buste per l’assegnazione dell’appalto per la demolizione dei fabbricati abusivi. Si sarebbe dovuto procedere alla scelta di una delle undici ditte che hanno presentato domanda per partecipare all’aggiudicazione. I rappresentanti della Centrale unica di committenza, che si occupa del controllo della procedura per l’aggiudicazione degli appalti, indicati dai comuni di Campobello di Mazara, Partanna e Mazara del Vallo però si sono ritirati non consentendo il normale svolgimento dei lavori.

Il commissario Caccamo aveva dichiarato di non aver ricevuto nessuna nota e di aver informato inoltre i sindaci dei Comuni interessati di aver provveduto a nominare il dirigente Di Como come presidente della «Cuc» visto che il precedente si era dimesso. Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e in ultimo Partanna, invece, secondo le dichiarazioni del commissario di Castelvetrano, con un atto deliberativo sarebbero usciti fuori dall’accordo. Adesso è stato stipulata l’intesa con il Libero consorzio di Trapani e questa settimana, alla stazione unica appaltante del Libero consorzio, prenderanno il via le sedute per l’apertura delle buste di 11 ditte che hanno presentato un’offerta per l’aggiudicazione dell’appalto dei lavori di demolizione degli 85 immobili abusivi «oggetto di ordinanza disattesa da parte dei privati». Si tratta di immobili già acquisiti al patrimonio comunale e per i quali il consiglio ha dichiarato il non interesse pubblico. L’importo complessivo dell’appalto è di 1.868.400 euro.

di Francesca Capizzi
per Giornale di Sicilia