luca priolo 3Il nostro paese è sempre stato attratto dalle tendenze, e da parecchi anni essendo noi italiani, popolo cultore del buon cibo, la cucina è diventata una moda che sempre di più entra a far parte delle nostre case.

La buona cucina quella per cui si mangia non solo con il senso del gusto ma anche con quello della vista. Pretendere ottimo cibo e trasformarlo in un piatto è l’arte del momento che però, per chi ama la cucina è l’espressione di un modo di vivere.

Ne sa qualcosa il castelvetranese Luca Priolo che a soli 25 anni ha già cucinato piatti che hanno già viaggiato oltre il nostro paese.

Luca si è diplomato all’istituto alberghiero “Virgilio Titone” di Castelvetrano, lì ha partecipato a molti stage su MSC crociere, ma i suoi piatti sono anche approdati al Vaticano, lui però non ha mai smesso di partecipare a corsi formativi e proprio a sottolineare l’arte per il cibo, ha dedicato parte del suo tempo alle sculture vegetali.

Ha iniziato a muovere qui i primi passi, presso il Baglio Trinità prima e il Paradise beach di Selinunte dopo e ci confessa che professionalmente è cresciuto grazie anche a queste esperienze.

wp-1455955604387.jpgPoi però come spesso accade ai giovani talenti ha deciso di trasferirsi per continuare la sua scalata professionale, a Malta dove ci racconta ha trascorso anni davvero intensi lavorando presso un ristorante italiano nonostante comunque abbia continuato a rimanere in contatto con il suo paese d’origine, infatti proprio in Italia ha vinto con un suo piatto il primo posto in un concorso a Chianciano Terme per conto del ristorante castelvetranese “La Collinetta”.

Poi dopo circa otto anni di “gavetta” a Malta conosce la sua attuale compagna e decide di trasferirsi in Spagna a Madrid città di origine di lei,  per continuare a vivere la sua bellissima avventura culinaria. “In particolare – ci racconta Luca – presso il noto ristorante Kbk Aravaka stiamo cercando di creare un fusion tra la cucina Giapponese e la cucina italiana”

Ci confida inoltre che ha ancora tanto da studiare ma conosce molto bene la nostra ricchezza di prodotti e ci confessa che nonostante sia difficile sta cercando di inserire nei piatti il nostro oro verde, l’olio da olive “Nocellara del belice”.

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Come ogni ragazzo però quando torna nella sua terra non può altro che assaporare ogni singolo cantuccio che per lui non ha eguali nonostante adesso viva in una città come Madrid, che ci confessa però è molto simile alla nostra cultura e al nostro modo di vivere.

Il suo sogno più grande però vuole realizzarlo con il fratello che nonostante non si occupi di cucina ha comunque seguito un percorso di management d’impresa.portare avanti un progetto insieme al fratello mantenendo saldo il connubio cucina italiana & impresa.

E se la sua vita professionale è già così fortemente improntata verso un obiettivo solido, a soli 25 anni; ricordiamoci che anche  la vita in sè è iniziata per un peccato di gola!

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