Per l’origano maturo di contrada Pileri a Castelvetrano è tempo di raccolta. E per l’occasione nel bene confiscato ed affidato alla «Fondazione San Vito» della Diocesi di Mazara del Vallo sono arrivati dieci scout di Padova impegnati a tempo pieno nella raccolta, cernitura e confezionamento dell’aroma.

Il clan «Impeesa» del gruppo «Padova 12» ha dato il cambio al gruppo parrocchiale di Treviso che già sui beni confiscati ed affidati alla fondazione guidata da don Francesco Fiorino ha svolto un campo d’impegno sociale. Andati via i 25 ragazzi trevigiani, sono arrivati i 10 scout, tutti studenti che durante l’anno sono stati protagonisti di un percorso di legalità. Dapprima lo studio del fenomeno mafia, poi l’incontro con Gherardo Colombo ed ora il campo d’impegno. «Durante le nostre assemblee regionali in Veneto potevamo scegliere la Sicilia o altre regioni, così abbiamo scelto questa realtà, anche per la sua posizione di frontiera» spiega uno dei due capo clan, Luisa Betto. L’impegno s’è tradotto nelle attività di sostegno alla «Fondazione San Vito» e soprattutto nella raccolta dell’origano.


«Piantammo questi arbusti nel 2005 – spiega don Francesco – dopo che il Comune di Castelvetrano ci affidò il bene. Da pochi anni raccogliamo i frutti della terra, questo origano che profuma di legalità». Con le mani odorose di quest’aroma mediterraneo i giovani scout, che hanno rinunciato al mare, spiegano anche il perchè del loro impegno: «Solo se viene nei terreni confiscati, dove ci vivi e lavori, capisci il senso della tua azione – spiega Alberto Boscari, il secondo capo clan – magari è difficile vedere subito il risultato del tuo impegno ma sai che, fra qualche anno, quel tuo lavoro darà i suoi frutti». Nel terreno di contrada Pileri i dieci scout (tra di loro anche Giulia Biondo, nata in Veneto ma da genitori emigrati da Santa Ninfa, in provincia di Trapani) hanno sistemato anche un muro a secco. Ma, durante il campo, in programma anche gli incontri per sapere di più. Come oggi pomeriggio a Cefalù, dove incontreranno il commissario di Polizia Manfredi Borsellino, figlio del giudice Paolo assassinato dalla mafia.

«È un dato positivo se oggi realtà del Nord ci individuano come punto di riferimento dove fare esperienza sul campo – dice don Francesco Fiorino – in Sicilia, invece, registriamo una certa diffidenza che, certamente, non è diffusa ma c’è». Qualche mese addietro nel terreno di contrada Pileri hanno fatto la loro «esperienza» un gruppo scout di Trapani e domenica arriverà in visita un gruppo di catanesi, guidati dal coordinamento provinciale di «Libera».