Nicola Cristaldi PDL SelinunteSostiene di non voler aprire una fronda, ma poi attacca: “Gli ordini arrivano per sms”.

L’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi chiama a raccolta gli scontenti del Pdl per una tre giorni che si terrà a Selinunte dal 12 al 14 settembre e vedrà, fra gli altri, la partecipazione di Mario Landolfi, Alberto Menia, Pasquale Viespoli, Renato Farina, Fabio Granata, Gennaro Malgieri, Maurizio Leo, Souad Sbai, Barbara Saltamartini, Adriana Poli Bortone, Santo Versace, Umberto Scapagnini e Tonino D’Alì.

Obiettivo: ridisegnare il partito unico, “un processo irreversibile che però non può essere legato solo a decisioni verticistiche”.

Insomma, non sarà la base di partenza per abbandonare il partito.
“Il partito unico dovrà essere per la società italiana un punto di riferimento non solo politico-elettorale. Bisogna occupare lo spazio occupato decenni addietro dalla Democrazia cristiana nella società italiana. È evidente che un partito così concepito non può essere costruito dal vertice: dev’essere il risultato di una sinergia fra coloro che contribuiscono a questo processo”.

Cosa chiedete in particolare?
“Preliminarmente noi sosteniamo il governo, la maggioranza e sosteniamo a viva forza l’idea di Berlusconi e Fini di far nascere questo nuovo soggetto. Contestiamo il metodo: il partito non sta ascoltando quella che un tempo sarebbe stata chiamata ‘la base’, un esercito di consiglieri comunali, assessori, sindaci. Naturalmente la nostra azione non è una contestazione ma un suggerimento”.
Che per lo più arriva da destra, da Alleanza nazionale.
“Non è vero. Ci sono esponenti di An come di Fi. Verranno Dore Misuraca, D’Alì, Santo Versace, Renato Farina. Ma d’altro canto, lo riperto: non c’è una vena polemica se non quella legata alla costruzione del nostro partito. Quello che faremo a Selinunte avrebbe dovuto farlo qualcun altro”.
Ma lei ha detto che aspirate a essere la nuova Dc. Non c’è una contraddizione con la sua cultura politica di destra?
“No. Nel frattempo la società italiana è andata avanti e l’evoluzione dei partiti deve seguirla. La stessa Dc, parlo di quella che ricostruì l’Italia, non certo quella degli ultimi anni, rappresentava diverse componenti della società. E poi ci sono alcune linee guida che condividiamo tutti: l’anticomunismo, la libertà d’impresa e dell’individuo, uno Stato che non occupa l’economia e la società”.
Il Pdl non è in discussione.
“No, d’altro canto non si può contestare un processo irreversibile. Contestiamo però chi come Gasparri ha dichiarato che facciamo quest’operazione per occupare poltrone. Le poltrone le ha occupate lui, finora”.

Claudio Reale
per ilovesicilia.info